novalogos

Novitá

Giovanni Villari

L'Italia in Albania

1939-1943

Il volume ripercorre gli anni tra il 1939 e il 1943, ossia quelli dell’Unione tra Italia e Albania. Un primo periodo fu segnato dalla costruzione dell’Albania fascista, dallo sviluppo di un regime collaborazionista e di un’amministrazione civile in cui furono coinvolti numerosi elementi della classe dirigente autoctona dell’epoca, ma che furono piegati agli interessi economici e strategici degli italiani. A tale fase, pur caratterizzata da importanti novità per la società albanese, seguì l’apertura delle ostilità con la Grecia. Essa mise in luce tutte le manchevolezze della macchina bellica fascista, che neanche la creazione della “Grande Albania” riuscì a mascherare. Il terzo e ultimo periodo vide farsi sempre più precario il controllo italiano oltre Adriatico. Al dissenso crescente, vero o presunto, il fascismo rispose con provvedimenti repressivi già adottati in Italia quali epurazioni o confino; la resistenza armata, sempre più organizzata, fu affrontata con rastrellamenti e rappresaglie, ma anche con concessioni e tentativi di accordo con le fazioni nazionaliste. Il mutamento delle sorti della guerra e il sopraggiungere dell’8 settembre 1943 segnarono tristemente la fine del sogno fascista di fare dell’Albania un fulgido esempio di esportabilità della propria dottrina e delle proprie strutture.

Francesca Vitale

Monteverde 90

Una raccolta di 90 micro racconti, quanti i numeri del Lotto, apparentemente scollegati tra loro ed accostati in modo casuale, in cui si narra il senso di spaesamento nel vivere il proprio quartiere di Roma, Monteverde, oggi percepito come un non-luogo. L’autrice, tuttavia, osservando la quotidianeità – nei bar, nelle strade, nei condomini, nei parchi pubblici – ci fa riscoprire di essere tutti parte di un’unica trama invisibile, e la possibilità di riappropiarci di un luogo, di un tempo, di una vita. è ancora forte, in questa dimensione di quartiere, di spazio finito del proprio vivere, il senso di appartenenza ad un’unica umanità. Il quartiere, quindi, come piccola ‘patria’ che si fa mondo intero, senza distinzioni, come semplice luogo di condivisione solidale di un vissuto comune nelle stesse strade, nello stesso spazio e nello stesso tempo.

Cobol Pongide

CosmoAntiCapitalismo

Critica e conflitto nel tempo della conquista dello spazio

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Alla vigilia di una nuova era spaziale caratterizzata da modalità espansionistiche neoliberiste e capitanata dall’imprenditoria privata del NewSpace, diviene quantomai urgente riallacciare le fila di quei critici, di quei movimenti e di quelle intuizioni politiche che hanno guardato allo spazio extraatmosferico come al nuovo terreno del conflitto e dell’emancipazione. Già, perché se è vero che i macroscopici mutamenti sociali imposti dal capitalismo multiplanetario saranno visibili non prima di qualche anno, è altresì indubbio che gli effetti indiretti di questa nuova fase espansionistica li sperimentiamo già nella quotidianità: nei mutamenti climatici e ambientali e in prospettive tecno-scientifiche del tutto inedite. Diviene indispensabile, allora, un lavoro di sistematizzazione di questa galassia di prassi e di pensiero CosmoAntiCapitalista, che si palesa come una storia sotterranea dello sguardo difforme e antagonista, capace di far dialogare, tra gli altri: Kolosimo con Gramsci, Bogdanov con l’EZLN, Arendt con l’Ufologia radicale, Bordiga con lo Xenofemminismo.

Marco Maurizi

Dizionario all'incontrario

Imparare a parlare la lingua del reale

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Questo Dizionario non è come tutti gli altri. Non va dalle parole alle cose ma dalle cose alle parole. Da dove vengono e dove vanno le parole con cui parliamo? Di chi sono? Appartengono a tutti e a nessuno, ce le scambiamo, parlano di noi, parlano per noi. Ma alla fine non potremmo parlare di nulla se le parole non ci dicessero qualcosa del mondo. E così anche il mondo parla, ci parla attraverso le parole e i dizionari sono come delle grandi raccolte di questi mattoncini di cui è fatta la realtà. Questo Dizionario tenta di rovesciare il senso dei vocabolari correnti: ogni voce rappresenta un oggetto del nostro mondo quotidiano ma lo presenta da un punto di vista paradossale, come se per comprendere il significato proprio di una parola bisognasse provare a guardarla da un’altra parte e scoprire che così emergono aspetti nuovi, prospettive che sfidano l’uso comune, perfino il buonsenso.

Lorenzo Pedrini

La boxe popolare

Mentre in molti Paesi occidentali le destre razziste tentano di conquistare un’egemonia culturale nelle arti marziali e negli sport da combattimento, in Italia, da oltre un decennio, centri sociali e gruppi antifa promuovono lo “sport popolare”, di cui la “boxe popolare” è una delle discipline più diffuse. Quali ragioni si celano dietro il successo del pugilato nella galassia dei gruppi della sinistra di movimento? Come si diventa pugili competenti di una “palestra popolare”? Che implicazioni comporta l’apprendimento della boxe popolare rispetto alla (ri)generazione di un insieme di relazioni, logiche d’azione e cornici simboliche costitutive di una ben precisa comunità politica? Per rispondere a questi interrogativi, un giovane ricercatore ha indossato fasce e guanti e, per tre anni, ha condotto una ricerca nel territorio di Milano ricostruendo i codici simbolici di una cultura fisica nel suo intreccio con l’antagonismo metropolitano. Mescolando ricostruzione storiografica, narrazione in presa diretta, testimonianze dei protagonisti della scena e riflessione sociologica, l’autore offre un esempio di etnografia carnale di un’arte marziale. Il lettore viene così introdotto a tematiche e metodologie che animano il dibattito internazionale sullo sport nelle scienze sociali, ancora relegato ai margini nel contesto accademico italiano.

Silvio Aparo

Obliquità

Elogio della slealtà

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Come descrivere il concetto di “Obliquità”? Come parlare positivamente di qualcosa, che perfino il dizionario definisce “scorretto, sleale, non lineare”? Avevo la chiara sensazione che le esperienze più interessanti trattenute nella memoria e degne di essere raccontate riguardavano proprio quelle vicende trasversali, “oblique”, non convenzionali per l’appunto. “Oblique” per me sono state le strade dell’Amore, i sentieri tortuosi del dubbio, i percorsi contraddittori del ragionamento. “Obliqua”, la posizione del cuore. “Obliquo” l’asse del mondo. Perfino l’Universo mette in fila una serie di disobbedienze e ribellioni alla base della sua formazione. Ed è proprio da qui che prende le mosse la nostra rivolta; dall’esigenza di redigere un’estetica verbale non lineare, asimmetrica, imperfetta, attraverso intuizioni spesso scorrette e sleali. Un’illogica disarmonia come quella rappresentata dalla creazione dei miti. Quel desiderio profondo di deformità, che “può suonare strano a dirlo, ma è evidentemente quello che stavamo cercando”.