novalogos

Novitá

Tiziana Iaquinta

La ricerca della gioia

La gioia è nel nostro tempo l’emozione più trascurata; messa in disparte se non addirittura esiliata dall’orizzonte umano. Una condizione che si mostra perfino nel linguaggio dove è quasi del tutto assente e dove sovrabbonda, invece, la parola felicità. L’essere umano sembra essere difatti proteso verso un’idea di felicità sempre più inafferrabile e precaria. Pervaso da sentimenti d’inquietudine e di rabbia, di tristezza, di delusione, di scoramento, vive senza più gioia. La gioia, considerata un’emozione legata al presente, al «qui e ora», a ben guardare ha però carattere progettuale e durata maggiore e, pertanto, natura di sentimento. Gioia che nasce dagli stati interiori del soggetto e che si alimenta delle piccole e grandi cose del quotidiano. Gioia che può farsi «ponte emotivo» utile per attraversare le situazioni critiche dell’esistenza. Che cos’è dunque la gioia? Che posto occupa nel tempo presente? A partire da questi interrogativi, il volume riflette sulla dimensione della gioia nel tempo presente e con lo sguardo rivolto prioritariamente agli aspetti e alle questioni di carattere pedagogico-educativo ad essa legati.

Stefano Caffagnini

Genova-Istanbul

Sogni, rivolte, ritorni tra G8 e Piazza Taksim

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - 2013, piazza Taksim – Istanbul, durante i giorni di rivolta popolare contro il regime di Erdogan. Un flashback riporta il protagonista indietro di 12 anni, al 20 luglio del 2001, alla partenza per raggiungere le contestazioni organizzate contro il vertice dei G8. Quel giorno cambierà la sua vita, fino all’arresto, il 4 dicembre dell’anno successivo, nell’ambito del processo ai 25 manifestanti, imputati del reato di devastazione e saccheggio, reato riesumato dal vecchio codice fascista, che prevede pene fino a 15 anni di reclusione. Durante il lungo processo, che si dipana dal 2002 al 2009, il protagonista sceglie di continuare l’azione politica, percepita come l’unica forma di resistenza possibile, prima con l’esperienza collettiva del centro sociale Mariano Lupo, poi con quella più personale del lavoro nell’ambito delle dipendenze. La condanna a 16 mesi per danneggiamento e resistenza proietta il protagonista in una dimensione mondo che lo vede impegnarsi in frequenti viaggi in Turchia, da cui sarà espulso nel 2017 come persona non gradita. 20 luglio 2021 piazza Alimonda – Genova, non è il finale, ma una promessa.

Kevin Attell

Gatti e zecche

Agamben e Derrida sull’animale

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Il confronto fra Giorgio Agamben e Jacques Derrida sull’“animale” ha influenzato il vocabolario filosofico degli ultimi venti anni, aprendo ambiti di ricerca nuovi nella teoria e nella prassi. Sullo sfondo dell’intera opera dei due pensatori, "L’aperto. L’uomo e l’animale" di Agamben e "L’animale che dunque sono" di Derrida appaiono tutt’altro che eventi episodici. Al contrario ne mettono in risalto i tratti più caratteristici, esemplificati da due figure molto emblematiche: la zecca (capace, per Agamben, di restare per anni in uno stato di pura potenza) e la gatta (il cui sguardo, per Derrida, fa vacillare tutta la presunzione del soggetto umano). Biopolitica e zoopolitica implicano entrambe un’interrogazione sulla vita naturale? "Gatti e zecche" di Kevin Attell risponde a questa e ad altre domande assumendo una prospettiva agambeniana capace di chiarirne alcuni aspetti problematici e di rispondere ai tanti interventi di stampo derridiano che negli ultimi anni hanno costellato l’acceso dibattito sull’animalità.

Giulio Spagnoli

Il karate come filosofia

Per una discpilina dell’Io

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Nell’immaginario collettivo, i samurai non sono solo tra i più grandi e temibili guerrieri della storia, ma anche tra le figure più mistificate e su cui aleggia un rispettoso senso di mistero. Eredi di queste figure, sono coloro che praticano le arti marziali giapponesi, delle quali la più famosa è senza dubbio il Karate. Lo stesso sentimento viene suscitato dalla figura del monaco Zen; nessuno può fare a meno di restarne affascinato. In Occidente, possiamo trovare qualcosa di simile nei filosofi antichi, in uomini come Socrate e Platone e nei meno sdoganati filosofi stoici. Ma cosa unisce tutte queste figure, apparentemente, così diverse tra loro? Cosa possono avere in comune Platone e il celebre samurai Miyamoto Musashi? In un mondo in cui la competitività e l’affermazione di sé tramite la sopraffazione dell’altro sono sempre più comuni e incentivati, il Karate è una filosofia rivolta a sconfiggere il proprio falso Sé e non gli altri, a entrare in confidenza con la morte del proprio Sé rivalutando la filosofia come un’attività pratica sul modello dei filosofi antichi.

Valentina De Nevi

Uneasy rider

La storia nascosta del food delivery

Nelle nuove vesti assunte dal capitalismo 2.0, il “capitalismo delle piattaforme”, il lavoro e il diritto del lavoro sono oggetto di un’operazione di remake. Modalità di retribuzione che si pensavano archiviate da anni di sindacalismo militante, come il cottimo, tornano protagoniste. Questa tendenza, che non nasce con la digitalizzazione del lavoro ma che si pone in linea di continuità con un processo di precarizzazione e flessibilizzazione del lavoro in atto da decenni, viene in questo lavoro analizzata prendendo in considerazione le aziende di food delivery e i suoi lavoratori dotati di cubo portavivande e definiti “rider”. Immergendosi nell’esperienza “in app”, l’unico strumento di relazione tra rider e datori di lavoro, il lettore si troverà a compiere un viaggio tra due interfacce, quella del consumatore, in cui un maggior numero di persone potranno riconoscere un ambiente familiare, e quella del lavoratore, più sconosciuta e che, attraverso le testimonianze di diversi lavoratori e lavoratrici, svela il volto “smartificato” di queste nuove forme di sfruttamento. Dopo essersi calati nei panni delle due tipologie di utenti ed essersi esposti alle retoriche diverse che coinvolgono entrambi, lo schermo dello smartphone si rompe e si è condotti in una ricostruzione dei tentativi di lotta messi in campo da lavoratori e lavoratrici poco rappresentati e difficili da proteggere attraverso gli strumenti del sindacalismo tradizionale.

Carlo Genova

Giovani e impegno religioso

La partecipazione nei gruppi cattolici

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Quando si parla del rapporto che i giovani hanno con la religione spesso viene sottolineata la loro attuale distanza dalle forme più istituzionalizzate di religiosità, e questa distanza viene perlopiù spiegata come conseguenza della debolezza delle loro credenze e dei loro valori religiosi, così come della loro difficoltà a tradurre questi elementi di fede in forme di azione. Anche in Italia, dove per lungo tempo la religione cattolica è stata un punto di riferimento quasi universalmente condiviso, sempre meno giovani frequentano le istituzioni religiose, e solo una ristretta minoranza è attivamente coinvolta su questo terreno. Un aspetto però è rimasto sinora piuttosto in ombra: anche tra i giovani più attivi, spesso le ragioni della loro partecipazione sono variegate e oltrepassano ampiamente i confini del campo religioso. Presentando i risultati di una recente ricerca sui giovani impegnati nei gruppi cattolici in Italia, il volume mostra come fede e credenze religiose siano solo alcuni dei fattori di partecipazione e di identificazione collettiva all’interno di questi gruppi, mentre altri fattori – quali desideri di sperimentazione, ricerca di reti amicali, bisogno di identità collettive – sono spesso altrettanto, se non addirittura maggiormente, importanti. L’impegno in questi gruppi è così sempre meno riducibile ad una semplice espressione di fede, costituendo invece anche una componente di un più ampio lifestyle.