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Novitá

Alida Alabiso

Architettura giapponese e architetti occidentali

In occasione dell’Esposizione di Chicago del 1893 F.L.Wright vide assemblare la Sala della Fenice, il Padiglione scelto per rappresentare il Giappone, una struttura fatta di soli pilastri che sorreggevano un ampio tetto sporgente, senza alcun muro portante. Un impianto completamente diverso da quelli occidentali che suggerì al giovane architetto un cambiamento delle prospettive spaziali tradizionali sia dall’interno verso l’esterno che viceversa. Nasceva così un’architettura basata sulle esigenze dell’uomo e sul suo rapporto con l’ambiente naturale. Semplicità, linearità, utilità, diventano i canoni da seguire, oltre che i principi del modernismo. Dopo Wright molti sono stati gli architetti che hanno contribuito al processo di rottura del piano tradizionale della casa occidentale, da Le Corbisier, a Mies van der Rohe, Gropius, Taut, Neutra, Johnson, Ellwood. Se in Occidente l’arte giapponese agiva come stimolo, in Giappone l’architettura occidentale veniva usata per promuovere il rinnovamento del paese. Nomi quali Murano, Sakakura, Maekawa, Tange, Isozaki, cercavano nelle loro architetture di coniugare la tradizione giapponese con le innovazioni occidentali. Da anni mi interesso a quanto di positivo esiste nella reciproca influenza tra la civiltà orientale e quella occidentale, non per suggerire all’Occidente “Devi convertirti ai concetti dell’Oriente”, ma piuttosto per dire: “Non riuscirai a capire le idee di base della tua civiltà se la tua civiltà è l’unica che conosci”. (Alan Watts)

Leonardo Caffo, Roberto Marchesini

Così parlò il Postumano

Il Postumano è lo spazio geometrico in cui si tratteggia un’altra umanità, al di là degli steccati individualisti e antropocentrici, ibridata con l’animalità e la tecnica. Se è vero che la nostra idea di umanità nasce in opposizione a quella di animalità – con Aristotele, Cartesio o Heidegger – è altrettanto vero che una nuova idea di umano può cominciare solo dalla rottura dei confini umani/non umani che falsamente abbiamo edificato. Leonardo Caffo e Roberto Marchesini dialogano, attraverso la filosofia e la letteratura, la scienza e la politica, cominciando a dipingere questo affresco di ibridazione tra i viventi in cui esistere significa, finalmente, esistere insieme. Non un libro sulla “questione animale”, dunque, ma proprio sulla “questione umana” – perché è impossibile pensare un altrove se prima non mettiamo ordine tra le presunte magnifiche sorti e progressive. (a cura di Eleonora Adorni)

Vargas, González Díez, Pratesi

(IN)SICUREZZE

Sguardi sul mondo neoliberale. fra antropologia, sociologia e studi politici

Dalla musica dei corridos messicani all’organizzazione degli spazi urbani, dal ruolo degli esperti alla violenza delle bande giovanili, dalla privatizzazione alla stregoneria africana, dall’immigrazione alla demonizzazione del capitalismo, dalle chiese pentecostali ai narcotrafficanti, l’(in)sicurezza pervade la contemporaneità. La cornice in cui si collocano questi fenomeni è il capitalismo neoliberale nelle sue diverse manifestazioni. In esso la questione della sicurezza e la costruzione dell’insicurezza assumono rilievo, diventando funzionali al mantenimento di un ordine politico, sociale e culturale fondato sulla diseguaglianza e su un’asimmetrica distribuzione delle risorse. Questo volume intende esplorare la costruzione culturale, politica e sociale del binomio sicurezza/insicurezza nel mondo neo-liberale. I contributi affrontano il tema da una molteplicità di punti di vista – tematici, geografici, disciplinari – per evidenziare il carattere sfaccettato e complesso del fenomeno.

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