novalogos

Novitá

Stuart Hall , Tony Jefferson

Rituali di resistenza

Teds, Mods, Skinhead, Rastafariani: subculture giovanili nella Gran Bretagna del dopoguerra

Resistance Through Rituals, pubblicato per la prima volta in italiano, analizza le aggregazioni subculturali giovanili (Teds, Mods, Skinheads, Rastafariani) che hanno interessato la società britannica negli anni successivi al secondo conflitto mondiale. Si indaga sulle logiche intrinseche, l’immaginario e la critica latente che hanno sviluppato i giovani della classe operaia britannica, sensibili, secondo gli autori, alle dinamiche del mutamento sociale e politico ed in grado di costruire una soggettività tesa a preservare i sicuri territori di appartenenza (fisici ed ideali). Questa tendenza segna la fisionomia, l’azione e la semiotica corporale di intere classi di individui, inclini alla costruzione collettiva di una identità originale simbolizzata mediante una serie di status, premessa assiomatica, oltre all’esistenza di una consapevolezza di classe, che legittima le produzioni subculturali e regolamenta le pratiche degli attori sociali coinvolti.

Bénédicte Vidaillet

Valutatemi!

Il fascino discreto della meritocrazia

I sistemi di valutazione e misurazione della performance professionale vengono presentati come un fatto ovvio e naturale, in realtà segnano una svolta nel modo di vivere il lavoro e i rapporti sociali: l’irresistibile ascesa della meritocrazia. Vidaillet svela il senso profondo di questa trasformazione illuminando la zona d’ombra di solito trascurata dagli studi sulla valutazione: il nostro desiderio di essere giudicati e, quindi, la nostra personale responsabilità nella legittimazione dei dispositivi di valutazione, perfino i più irragionevoli e disfunzionali. La meritocrazia intercetta il nostro bisogno di riconoscimento, ci dà la sensazione di essere artefici del nostro destino e interpreta ogni conflitto come una semplice competizione tra individui. Ma la valutazione si rivela una trappola: lascia insoddisfatti i bisogni a cui pretende di fornire una risposta, alimentandoli incessantemente e intrappolandoci in un circolo vizioso dal quale è difficile liberarsi. Questo saggio offre gli strumenti per opporsi alle logiche seduttive ma perverse della valutazione, ne svela le fondamenta psicologiche e al tempo stesso prospetta una nuova consapevolezza dei nostri rapporti sociali.

Luca Bifulco

La famiglia e il matrimonio

Proprietà, dominio e conflitto (Marx. Engels, Weber, Veblen, Collins)

Le istituzioni della famiglia e del matrimonio occupano una posizione di rilievo per i più importanti pensatori della tradizione sociologica: realtà articolate, in continua trasformazione, in cui l’integrazione, il coordinamento, la collaborazione, gli affetti si combinano con relazioni caratterizzate da disuguaglianze, tensioni e conflitti. Questa complessità è stata analizzata attraverso diversi approcci teorici; tra questi sguardi differenti, quello aderente alla teoria conflittuale si concentra soprattutto sulle basi economiche e politiche su cui poggiano la famiglia e il matrimonio, sulla dotazione impari di risorse materiali, potere e prestigio al loro interno, sui meccanismi di subordinazione e consenso. Fenomeni attraverso cui l’istituzione familiare e matrimoniale ha dialogato e si è connessa con la più ampia struttura sociale. I contributi che Marx, Engels, Veblen, Weber e Collins hanno fornito a tale approccio conflittuale, stimolano una riflessione su famiglia e matrimonio focalizzata sull’indagine della stratificazione, della distribuzione delle opportunità, della divisione del lavoro, della proprietà, degli interessi divergenti, delle appartenenze, del potere, dei meccanismi di dominio o deferenza, con l’intero portato di relazioni, negoziazioni e conflitti conseguenti.

Ermanno Castanò

Agamben e l'animale

La politica dalla norma all'eccezione

Perché l’uomo parla e l’animale no? Giorgio Agamben si è interrogato a lungo su un problema di fondo della cultura occidentale: l’uomo come animal rationale o zoon politikon. Seguendo le orme di Foucault e Heidegger, il filosofo italiano ha preso in esame sin dal suo primo scritto questa curiosa formula aristotelica, segnalando come la tradizione filosofica non riconosca alcun ordine comune all’animale e al razionale, ma solo una netta cesura. Che cos’è allora l’uomo (e la sua società), se egli è il campo in cui questa insanabile frattura viene articolata? Questo libro tenta di esporre tale problematica attraverso l’opera di Agamben, dai primi scritti alla serie “Homo sacer”, fino alle sue più recenti pubblicazioni. La riflessione agambeniana cerca di pensare la cesura fra politica e animalità (bios/zoé, logos/phoné, physis/nomos) nel tentativo di superarla e ridefinire l’umano in modo non metafisico e l’animale in modo non subumano. E questo riversamento dell’uno nell’altro non può che avvenire in un pensiero del corpo che coincida col suo libero uso.

Rapporti di potere e soggettività

Identità autonomia territori

Quali sono, oggi, le manifestazioni del potere? Come si riproduce a livello sociale? Poiché non è possibile offrire risposte a queste domande senza considerare le trasformazioni globali che hanno modificato la quotidianità e il senso comune, i saggi che compongono questo volume riservano particolare attenzione al ruolo della soggettività. Quali i motivi che la animano e le forze che ne ostacolano le aspirazioni? Quali, di conseguenza, i suoi margini di libertà? Quale, infine, il suo rapporto con il territorio? Questo libro ci invita ad una riflessione sull’ambivalenza dello scenario contemporaneo, catturato da fenomeni inquietanti (diseguaglianza, rischi ambientali, estremismi religiosi e politici) eppure proteso verso una vita sociale più coinvolgente e partecipata (consumo consapevole, nuove forme di attivismo politico e sociale, beni comuni). In un contesto nel quale la crisi delle istituzioni sollecita l’urgenza di riflettere in forme nuove sul potere, la soggettività si erge a punto di riferimento per la critica del mondo contemporaneo. Gli autori disegnano un quadro affascinante e contraddittorio, tracciando un percorso su potere e soggettività che investe fenomeni economici, sociali e culturali.