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Novitá

Giovanni Villari

L'Italia in Albania

1939-1943

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Il volume ripercorre gli anni tra il 1939 e il 1943, ossia quelli dell’Unione tra Italia e Albania. Un primo periodo fu segnato dalla costruzione dell’Albania fascista, dallo sviluppo di un regime collaborazionista e di un’amministrazione civile in cui furono coinvolti numerosi elementi della classe dirigente autoctona dell’epoca, ma che furono piegati agli interessi economici e strategici degli italiani. A tale fase, pur caratterizzata da importanti novità per la società albanese, seguì l’apertura delle ostilità con la Grecia. Essa mise in luce tutte le manchevolezze della macchina bellica fascista, che neanche la creazione della “Grande Albania” riuscì a mascherare. Il terzo e ultimo periodo vide farsi sempre più precario il controllo italiano oltre Adriatico. Al dissenso crescente, vero o presunto, il fascismo rispose con provvedimenti repressivi già adottati in Italia quali epurazioni o confino; la resistenza armata, sempre più organizzata, fu affrontata con rastrellamenti e rappresaglie, ma anche con concessioni e tentativi di accordo con le fazioni nazionaliste. Il mutamento delle sorti della guerra e il sopraggiungere dell’8 settembre 1943 segnarono tristemente la fine del sogno fascista di fare dell’Albania un fulgido esempio di esportabilità della propria dottrina e delle proprie strutture.

Draguo Cabasciula

Paziente zero

Romanzo di una pandemia

Il virologo Ezio Di Sammartino, dopo la morte del suo collega Adam Melandre, scappa da Parma per raggiungere la Val di Pieve mentre un virus letale sta decimando la popolazione mondiale. Il dottor Di Sammartino, allievo del luminare Piero Baraldi, stava lavorando alla mutazione del Covid-22 insieme al suo collega Melandre, forse per questo assassinato. La Val di Pieve sembra, in un primo momento, il luogo più sicuro d’Italia ma è proprio qui che il Virus inizia a mutare e a svilupparsi colpendo e sconvolgendone la popolazione che grida all’untore. Il panico serpeggia tra i sopravvissuti che assumono comportamenti irrazionali facendosi, spesso, giustizia da soli. Ezio Di Sammartino si mette quindi alla ricerca del Paziente Zero, un uomo descritto come biondo e deforme. Bisogna arginare il contagio ma il male non fa distinzioni gettando il protagonista in un baratro di orrore e dannazione. Tra verità e menzogna un romanzo on the road, un libro dal sapore spionistico e uno sci-fiction che racconta ciò che potrebbe accadere in un prossimo futuro. Ezio Di Sammartino è un uomo solo alla ricerca di una scomoda verità che potrebbe cambiare le sorti del Mondo.

Francesca Vitale

Monteverde 90

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Una raccolta di 90 micro racconti, quanti i numeri del Lotto, apparentemente scollegati tra loro ed accostati in modo casuale, in cui si narra il senso di spaesamento nel vivere il proprio quartiere di Roma, Monteverde, oggi percepito come un non-luogo. L’autrice, tuttavia, osservando la quotidianeità – nei bar, nelle strade, nei condomini, nei parchi pubblici – ci fa riscoprire di essere tutti parte di un’unica trama invisibile, e la possibilità di riappropiarci di un luogo, di un tempo, di una vita. è ancora forte, in questa dimensione di quartiere, di spazio finito del proprio vivere, il senso di appartenenza ad un’unica umanità. Il quartiere, quindi, come piccola ‘patria’ che si fa mondo intero, senza distinzioni, come semplice luogo di condivisione solidale di un vissuto comune nelle stesse strade, nello stesso spazio e nello stesso tempo.

Lorenzo Pedrini

La boxe popolare

Mentre in molti Paesi occidentali le destre razziste tentano di conquistare un’egemonia culturale nelle arti marziali e negli sport da combattimento, in Italia, da oltre un decennio, centri sociali e gruppi antifa promuovono lo “sport popolare”, di cui la “boxe popolare” è una delle discipline più diffuse. Quali ragioni si celano dietro il successo del pugilato nella galassia dei gruppi della sinistra di movimento? Come si diventa pugili competenti di una “palestra popolare”? Che implicazioni comporta l’apprendimento della boxe popolare rispetto alla (ri)generazione di un insieme di relazioni, logiche d’azione e cornici simboliche costitutive di una ben precisa comunità politica? Per rispondere a questi interrogativi, un giovane ricercatore ha indossato fasce e guanti e, per tre anni, ha condotto una ricerca nel territorio di Milano ricostruendo i codici simbolici di una cultura fisica nel suo intreccio con l’antagonismo metropolitano. Mescolando ricostruzione storiografica, narrazione in presa diretta, testimonianze dei protagonisti della scena e riflessione sociologica, l’autore offre un esempio di etnografia carnale di un’arte marziale. Il lettore viene così introdotto a tematiche e metodologie che animano il dibattito internazionale sullo sport nelle scienze sociali, ancora relegato ai margini nel contesto accademico italiano.

Lorenzo Caglioni

Hipster

Subcultura della crisi

Risvoltini, barbe, cappellini di lana, tatuaggi e un look retrò. In una parola Hipster. L’hipsterismo contemporaneo viene studiato qui per la prima volta, a Londra e a Milano, interrogando i diretti interessati. Nati come una subcultura giovanile a Brooklyn all’inizio degli anni 2000, gli hipster contemporanei si sono diffusi in tutto il mondo con uno stile di vita bohemién, raccontando con i loro paradossi i nostri tempi e gli eventi che hanno segnato l’immaginario della generazione nata fra gli anni Ottanta e Novanta. Il crollo delle Torri gemelle, la nascita di Internet e dello smartphone, la crisi economico-finanziaria del 2008: eventi impressi nell’immaginario dei millennials, la «generazione della crisi», una crisi non solo economica, ma sociale, politica e soprattutto culturale, che aspetta – o che già forse vive – un grande mutamento. L’hipster può essere visto in qualche modo come l’incarnazione di questi cambiamenti. Vengono qui esplorati i contenuti espressi nella cultura materiale, nelle pratiche sociali e nello stile di vita dei giovani hipster. Come risposte alla crisi dell’Occidente, all’interno dei quartieri hipster si diffondono pratiche di riuso e un’attenzione al tema della sostenibilità come alternativa al consumismo.

Procreazione medicalmente assistita

Dalla riproduzione artificiale animale alla riproduzione artificiale umana

Partendo dalla zootecnia e dai laboratori di ingegneria genetica - in cui si sperimenta sugli animali per modificarne e potenziarne i corpi - dall’origine delle tecnologie di riproduzione artificiale negli anni ’80, fino alla nuova legge di bioetica francese che estende l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), il libro analizza la tendenza alla medicalizzazione di una maternità a tutti i costi e il passaggio che inizia con l’inseminazione, fecondazione in vitro, per terminare con la selezione genetica degli embrioni. La PMA apre la strada ad un cambiamento ontologico e antropologico dell’umanità (transumanesimo). Le autrici criticano l’accettazione della PMA, sempre più estesa, rimettendo al centro i corpi, il vivente e la relazione madre-figlio, la loro indisponibilità al biomercato e all’invasione tecno-scientifica.