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Novitá

Emozione, ragione e sentimento

Prospettive pedagogiche per educare all’affettività

La cultura contemporanea, soprattutto sul fronte disposto tra filosofia, scienze umane e biologia, mostra da tempo un acceso interesse verso la questione delicata e complessa delle emozioni e dei sentimenti come base della costruzione della persona. Essa si è fatta erede della rivoluzione psicoanalitica che pone al centro la dimensione pulsionale degli organismi superiori, della struttura del loro cervello e della costituzione della loro soggettività, assegnando alle emozioni, alle passioni, ai sentimenti e agli affetti, il ruolo di matrici profonde di tutta la cultura, i “primi mattoni” su cui essa viene a originarsi e costituirsi. Questo cambiamento di direzione, e di prospettiva, rispetto ad un passato non troppo lontano e, quindi, la centralità dell’Homo sentiens o patiens rispetto all’Homo sapiens e all’Homo faber, ha posto tutto ciò che inerisce all’interiorità del soggetto, emozioni, passioni, sentimenti, in una posizione non più periferica o di esclusione ma addirittura dominante.

Stuart Hall , Tony Jefferson

Rituali di resistenza

Teds, Mods, Skinhead, Rastafariani: subculture giovanili nella Gran Bretagna del dopoguerra

Resistance Through Rituals, pubblicato per la prima volta in italiano, analizza le aggregazioni subculturali giovanili (Teds, Mods, Skinheads, Rastafariani) che hanno interessato la società britannica negli anni successivi al secondo conflitto mondiale. Si indaga sulle logiche intrinseche, l’immaginario e la critica latente che hanno sviluppato i giovani della classe operaia britannica, sensibili, secondo gli autori, alle dinamiche del mutamento sociale e politico ed in grado di costruire una soggettività tesa a preservare i sicuri territori di appartenenza (fisici ed ideali). Questa tendenza segna la fisionomia, l’azione e la semiotica corporale di intere classi di individui, inclini alla costruzione collettiva di una identità originale simbolizzata mediante una serie di status, premessa assiomatica, oltre all’esistenza di una consapevolezza di classe, che legittima le produzioni subculturali e regolamenta le pratiche degli attori sociali coinvolti.

Bénédicte Vidaillet

Valutatemi!

Il fascino discreto della meritocrazia

I sistemi di valutazione e misurazione della performance professionale vengono presentati come un fatto ovvio e naturale, in realtà segnano una svolta nel modo di vivere il lavoro e i rapporti sociali: l’irresistibile ascesa della meritocrazia. Vidaillet svela il senso profondo di questa trasformazione illuminando la zona d’ombra di solito trascurata dagli studi sulla valutazione: il nostro desiderio di essere giudicati e, quindi, la nostra personale responsabilità nella legittimazione dei dispositivi di valutazione, perfino i più irragionevoli e disfunzionali. La meritocrazia intercetta il nostro bisogno di riconoscimento, ci dà la sensazione di essere artefici del nostro destino e interpreta ogni conflitto come una semplice competizione tra individui. Ma la valutazione si rivela una trappola: lascia insoddisfatti i bisogni a cui pretende di fornire una risposta, alimentandoli incessantemente e intrappolandoci in un circolo vizioso dal quale è difficile liberarsi. Questo saggio offre gli strumenti per opporsi alle logiche seduttive ma perverse della valutazione, ne svela le fondamenta psicologiche e al tempo stesso prospetta una nuova consapevolezza dei nostri rapporti sociali.

Ermanno Castanò

Agamben e l'animale

La politica dalla norma all'eccezione

Perché l’uomo parla e l’animale no? Giorgio Agamben si è interrogato a lungo su un problema di fondo della cultura occidentale: l’uomo come animal rationale o zoon politikon. Seguendo le orme di Foucault e Heidegger, il filosofo italiano ha preso in esame sin dal suo primo scritto questa curiosa formula aristotelica, segnalando come la tradizione filosofica non riconosca alcun ordine comune all’animale e al razionale, ma solo una netta cesura. Che cos’è allora l’uomo (e la sua società), se egli è il campo in cui questa insanabile frattura viene articolata? Questo libro tenta di esporre tale problematica attraverso l’opera di Agamben, dai primi scritti alla serie “Homo sacer”, fino alle sue più recenti pubblicazioni. La riflessione agambeniana cerca di pensare la cesura fra politica e animalità (bios/zoé, logos/phoné, physis/nomos) nel tentativo di superarla e ridefinire l’umano in modo non metafisico e l’animale in modo non subumano. E questo riversamento dell’uno nell’altro non può che avvenire in un pensiero del corpo che coincida col suo libero uso.

Rapporti di potere e soggettività

Identità autonomia territori

Quali sono, oggi, le manifestazioni del potere? Come si riproduce a livello sociale? Poiché non è possibile offrire risposte a queste domande senza considerare le trasformazioni globali che hanno modificato la quotidianità e il senso comune, i saggi che compongono questo volume riservano particolare attenzione al ruolo della soggettività. Quali i motivi che la animano e le forze che ne ostacolano le aspirazioni? Quali, di conseguenza, i suoi margini di libertà? Quale, infine, il suo rapporto con il territorio? Questo libro ci invita ad una riflessione sull’ambivalenza dello scenario contemporaneo, catturato da fenomeni inquietanti (diseguaglianza, rischi ambientali, estremismi religiosi e politici) eppure proteso verso una vita sociale più coinvolgente e partecipata (consumo consapevole, nuove forme di attivismo politico e sociale, beni comuni). In un contesto nel quale la crisi delle istituzioni sollecita l’urgenza di riflettere in forme nuove sul potere, la soggettività si erge a punto di riferimento per la critica del mondo contemporaneo. Gli autori disegnano un quadro affascinante e contraddittorio, tracciando un percorso su potere e soggettività che investe fenomeni economici, sociali e culturali.

William Simon, John H. Gagnon

Outsiders sessuali

Cosa si intende per comportamento sessuale anormale? È possibile definire in termini scientifici le devianze sessuali? Una condotta sessuale è anomala perché contraddice leggi naturali o dipende più direttamente da complicati processi di definizione sociale? Gli atti sessuali sono gravati da eccessi di significazione e, in particolar modo, le sessualità “devianti”, “corrotte”, “immorali” e “perverse” mostrano come le questioni della “devianza” sessuale siano piuttosto da analizzare come oggetto della reazione sociale tra imperativi morali, fantasie consapevoli e dimensione del desiderio. Questo piccolo classico di William Simon e John H. Gagnon ritorna disponibile – dopo quasi cinquant’anni di oblio – per il pubblico italiano, conservando la forza detabuizzante delle inchieste Kinsey e la lezione antiessenzialista della Scuola Chicago. Dall’omosessualità maschile al divenire lesbica, dalla sessualità in carcere alla prostituzione maschile sino alla pornografia, un classico che ci aiuta a comprendere quanto devianza e normalità presentino qualità comuni, che gran parte dei problemi sessuali è prodotta da forme di «panico sessuale» e che tutte le sessualità sono, alla fine, innaturali.