novalogos

Novitá

Cobol Pongide

CosmoAntiCapitalismo

Critica e conflitto nel tempo della conquista dello spazio

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Alla vigilia di una nuova era spaziale caratterizzata da modalità espansionistiche neoliberiste e capitanata dall’imprenditoria privata del NewSpace, diviene quantomai urgente riallacciare le fila di quei critici, di quei movimenti e di quelle intuizioni politiche che hanno guardato allo spazio extraatmosferico come al nuovo terreno del conflitto e dell’emancipazione. Già, perché se è vero che i macroscopici mutamenti sociali imposti dal capitalismo multiplanetario saranno visibili non prima di qualche anno, è altresì indubbio che gli effetti indiretti di questa nuova fase espansionistica li sperimentiamo già nella quotidianità: nei mutamenti climatici e ambientali e in prospettive tecno-scientifiche del tutto inedite. Diviene indispensabile, allora, un lavoro di sistematizzazione di questa galassia di prassi e di pensiero CosmoAntiCapitalista, che si palesa come una storia sotterranea dello sguardo difforme e antagonista, capace di far dialogare, tra gli altri: Kolosimo con Gramsci, Bogdanov con l’EZLN, Arendt con l’Ufologia radicale, Bordiga con lo Xenofemminismo.

Marco Maurizi

Dizionario all'incontrario

Imparare a parlare la lingua del reale

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Questo Dizionario non è come tutti gli altri. Non va dalle parole alle cose ma dalle cose alle parole. Da dove vengono e dove vanno le parole con cui parliamo? Di chi sono? Appartengono a tutti e a nessuno, ce le scambiamo, parlano di noi, parlano per noi. Ma alla fine non potremmo parlare di nulla se le parole non ci dicessero qualcosa del mondo. E così anche il mondo parla, ci parla attraverso le parole e i dizionari sono come delle grandi raccolte di questi mattoncini di cui è fatta la realtà. Questo Dizionario tenta di rovesciare il senso dei vocabolari correnti: ogni voce rappresenta un oggetto del nostro mondo quotidiano ma lo presenta da un punto di vista paradossale, come se per comprendere il significato proprio di una parola bisognasse provare a guardarla da un’altra parte e scoprire che così emergono aspetti nuovi, prospettive che sfidano l’uso comune, perfino il buonsenso.

Silvio Aparo

Obliquità

Elogio della slealtà

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Come descrivere il concetto di “Obliquità”? Come parlare positivamente di qualcosa, che perfino il dizionario definisce “scorretto, sleale, non lineare”? Avevo la chiara sensazione che le esperienze più interessanti trattenute nella memoria e degne di essere raccontate riguardavano proprio quelle vicende trasversali, “oblique”, non convenzionali per l’appunto. “Oblique” per me sono state le strade dell’Amore, i sentieri tortuosi del dubbio, i percorsi contraddittori del ragionamento. “Obliqua”, la posizione del cuore. “Obliquo” l’asse del mondo. Perfino l’Universo mette in fila una serie di disobbedienze e ribellioni alla base della sua formazione. Ed è proprio da qui che prende le mosse la nostra rivolta; dall’esigenza di redigere un’estetica verbale non lineare, asimmetrica, imperfetta, attraverso intuizioni spesso scorrette e sleali. Un’illogica disarmonia come quella rappresentata dalla creazione dei miti. Quel desiderio profondo di deformità, che “può suonare strano a dirlo, ma è evidentemente quello che stavamo cercando”.

Lorenzo Caglioni

Hipster

Subcultura della crisi

Risvoltini, barbe, cappellini di lana, tatuaggi e un look retrò. In una parola Hipster. L’hipsterismo contemporaneo viene studiato qui per la prima volta, a Londra e a Milano, interrogando i diretti interessati. Nati come una subcultura giovanile a Brooklyn all’inizio degli anni 2000, gli hipster contemporanei si sono diffusi in tutto il mondo con uno stile di vita bohemién, raccontando con i loro paradossi i nostri tempi e gli eventi che hanno segnato l’immaginario della generazione nata fra gli anni Ottanta e Novanta. Il crollo delle Torri gemelle, la nascita di Internet e dello smartphone, la crisi economico-finanziaria del 2008: eventi impressi nell’immaginario dei millennials, la «generazione della crisi», una crisi non solo economica, ma sociale, politica e soprattutto culturale, che aspetta – o che già forse vive – un grande mutamento. L’hipster può essere visto in qualche modo come l’incarnazione di questi cambiamenti. Vengono qui esplorati i contenuti espressi nella cultura materiale, nelle pratiche sociali e nello stile di vita dei giovani hipster. Come risposte alla crisi dell’Occidente, all’interno dei quartieri hipster si diffondono pratiche di riuso e un’attenzione al tema della sostenibilità come alternativa al consumismo.

Valentina Fedele

Hirak

La rivoluzione del sorriso in Algeria

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Nel febbraio del 2019, centinaia di migliaia di persone invadono strade e piazze nelle piccole e grandi città dell’Algeria, per protestare contro la candidatura per un quinto mandato consecutivo dell’ottuagenario e gravemente malato Presidente Bouteflika. È l’inizio dell’Hirak, il “movimento”, che, da allora, occupa pacificamente ogni settimana lo spazio pubblico algerino, per reclamare la fine di un sistema di potere che dall’indipendenza ha privato la popolazione di diritti sociali, economici, culturali e politici. Pur dovendo rinunciare alla sua dimensione fisica più ampia per undici mesi, a causa dell’epidemia da COVID-19, l’Hirak ha continuato a resistere con azioni mirate, boicottaggi elettorali, sit-in, mobilitazioni sui social media e pratiche di resistenza quotidiana ai tentativi di cooptazione e coercizione del regime, riuscendo a mantenere intatti obiettivi, identità e narrazioni. La proposta dell’Hirak di rovesciamento delle condizioni materiali che gravano sul popolo algerino è inscindibile, infatti, da quella di una conversione del discorso egemone che definisce lo stesso popolo, in nome del quale si legittima la continuità del sistema politico nazionale.

Vanessa Lamattina

La libertà oltre il capitale

Il controverso legame tra libertà e uguaglianza

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - L’esigenza di legittimare la diffusione di politiche economiche anti-welfariste ha condotto il capitalismo a promuovere una specifica concezione di libertà, subordinata alla ‘libertà di mercato’ e profondamente inconciliabile con il principio di uguaglianza. Alla base di questa concezione c’è l’idea di un individuo dotato di diritti congeniti, ovvero pre-sociali, che la società può al massimo plasmare ma mai creare. In considerazione di ciò, i teorici del neoliberalismo immaginano un assetto socio-politico in cui l’individuo possa sentirsi svincolato dalle regole morali, dallo Stato, dalle interferenze fisiche e/o psicologiche degli altri individui, dagli obblighi verso la collettività in generale ed in cui il mercato agisca come l’unico meccanismo capace di garantire la libera espressione dei singoli. Una ‘naturalizzazione’ della logica neoliberale contro cui assume forza oggi più che mai una prospettiva alternativa, utile innanzitutto per ricomporre la relazione libertà/uguaglianza e, non meno importante, a ridare valore ai fatti sociali rimarcando la loro essenziale funzione per lo sviluppo delle soggettività individuali.