novalogos

Novitá

Giovanni Caravita , Carlo Genova

Parkour

Una ricerca sul contesto italiano

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Nato nelle periferie francesi tra gli anni Ottanta e Novanta, il parkour approda in Italia nei primi anni Duemila, diffondendosi inizialmente attraverso film, video e gruppi informali. Da allora ha continuato a crescere e trasformarsi, in equilibrio tra la propria origine spontanea, autonoma e trasgressiva e una progressiva istituzionalizzazione e commercializzazione. Nel parkour, panchine, muri, ringhiere e scalinate smettono di essere soltanto elementi architettonici, per diventare appoggi, punti di slancio e possibilità di movimento alternative. Si sviluppa così anche uno sguardo peculiare sulla città e sui suoi luoghi, capace di riconoscere nelle sue forme potenziali occasioni di esplorazione: una relazione creativa con lo spazio urbano. Attraverso una ricerca condotta in Italia con interviste ai praticanti il testo esplora la complessità del fenomeno. Chi pratica parkour e come vi si avvicina? Come vengono scelti e interpretati i luoghi? Quali rapporti si instaurano con passanti, istituzioni e forze dell’ordine? E come cambiano la pratica e la sua cultura con la diffusione di corsi, palestre e forme di riconoscimento pubblico?

Carlo Genova, Cecilia Brazioli

Graffiti

Una ricerca sul contesto italiano

Etichettato come atto vandalico, valorizzato come innovativa forma espressiva, trattato come reato penale e al contempo utilizzato nelle strategie di riqualificazione urbana, il graffiti writing, nato negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta, approda in Italia dieci anni più tardi, e da allora ha continuato a crescere e trasformarsi, in bilico tra le sue origini di pratica trasgressiva e resistente, che sfida le regole sociali e giuridiche, e i suoi sviluppi in forma espressiva inserita in eventi pubblici e progetti di riqualificazione urbana. La cultura dei graffiti si radica nello stretto rapporto che i writer intrattengono con lo spazio: muri, treni, serrande e panchine smettono di essere semplici elementi architettonici e componenti di arredo urbano per trasformarsi in potenziali tele su cui disegnare. Si sviluppa così uno sguardo unico, capace di leggere la città in termini di visibilità, accessibilità e rischio, sfidando le norme consolidate sull’uso e il significato dei luoghi. Attraverso i risultati di una ricerca condotta in Italia, il volume esplora la complessità del fenomeno a partire dalle voci dei suoi protagonisti. Chi sono i writer? Cosa li spinge a disegnare sui muri delle città? Come scelgono i luoghi per i loro lavori? Come interagiscono con istituzioni, opinione pubblica e mass media?

Giuseppe Barbieri

Figure del tragico

da Schopenhauer a Baudrillard

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Figure del tragico esplora il tema dell’irrisolto nella vita e nella storia. Il tragico ha a che fare con qualcosa che manca e che non si può raggiungere, e quindi continua a ripetersi sotto forma di una sofferenza che non porta a nulla. Così la vita continua, ma la ripetizione non cessa, perché non raggiunge mai una mèta. Cosa rimane del tragico, nel mondo attuale? Sembra che esso sbiadisca, insieme al reale. Niente più limiti, niente più sfide. Come se, di fronte all’impossibilità di superare se stesso, l’uomo avesse deciso di alleggerire il peso del reale, fino a dissolversi nelle proprie immagini. Il testo si snoda tra figure e filosofie del tragico: da Prometeo a Nietzsche, da Robespierre a Benjamin, l’umanità sembra essere attraversata da una miccia che non si lascia spegnere. Schopenhauer ci avverte però che nulla cambia, che la storia mostra in ogni pagina sempre la stessa trama. Jaspers, dal canto suo, radica l’apertura proprio nell’invalicabilità del limite. Ma la questione rimane aperta, continuando a imporsi nel nostro presente. Cosa accade se i modelli crollano e il sommerso risale in superficie?

Carlos Antonio Aguirre Rojas

Teoria del potere

Marx, Foucault, Neozapatismo

Il tema del potere e dei molteplici poteri sociali è senza dubbio centrale nelle società contemporanee di tutto il mondo. I movimenti antisistemici del mondo sono stati costretti, da un lato, ad affrontare questo tema – la natura del potere e dei poteri – come uno dei più urgenti e, dall’altro, a considerare la migliore strategia possibile per affrontare il potere in tutte le sue forme. Dovrebbero prendere il potere politico, con il rischio di riprodurlo semplicemente? O dovrebbero distruggerlo del tutto? Ed è sufficiente distruggere il potere politico mentre i poteri economico, ideologico, militare e religioso rimangono intatti? E qual è il modo anticapitalista e antisistemico più efficace per affrontare, sconfiggere e superare i numerosi poteri presenti in tutte le società attuali? Per rispondere a queste domande, per affrontare un argomento così complicato ed essenziale, l’autore, rifacendosi ai contributi di Karl Marx, Michel Foucault e del neozapatismo, ci illustra la sua visione: la teoria del potere.

Francesca Palazzi Arduini

I.A. Come divinità

Intelligenza artificiale e sovrannaturale

Un saggio femminista su una nuova “Creatura”, l’intelligenza artificiale generativa. Dalla Genesi e dal pensiero astratto – sia religioso che laico – che “crea” il mondo, al Frankenstein di Mary Wollstonecraft, sul sogno di dare la vita, I.A. come divinità ci propone una visione dell’intelligenza artificiale come totem dai poteri divini, magici e propiziatori. Il digitale, già adorato come strumento che facilita la nostra vita, sta mostrando da tempo un impatto severo sulle modalità del pensare e sulla stessa percezione della realtà. Con la promessa di nuovi paradisi sulla terra e la sostituzione dell’umano in lavori logoranti e pericolosi, l’I.A. si sostituisce al “divino” nella società complesse ed i suoi sacerdoti edificano nuovi sistemi di dominio totale. Il “sacro” che sia magia, superstizione o religione, si trasforma e si riversa nella tecnologia. L’intelligenza artificiale diventa una divinità a cui affidare il proprio destino.

Luigi Paolo Finizio

L'Arte nasce dall'arte

Arte e intelligenza artificiale

Il testo mira a far comprendere, fuori dalle storiche concezioni e pratiche del fare arte, il cruciale avvento dell’intelligenza artificiale nell’arte. Le prestazioni dell’intelligenza artificiale sono anch’esse frutto dell’ingegno umano da quando l’uomo ha fatto della macchina il diretto prolungamento di sé in comprensione e azione verso il mondo. Ci troviamo alle soglie di una nuova era di coscienza e cultura: l’intelligenza artificiale ci permette di assumere e replicare virtualmente il vissuto, il sentire e la conoscenza; di fantasticare tra il visibile e l’invisibile e non più in modo semplicemente distinto tra realtà e irrealtà, tra fisico e illusorio. Ne viene una concezione moderna del fare arte che nel divenire culturale delle pratiche digitali prosegue l’universale mitopoiesi creativa dell’arte nasce dall’arte.