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Gatti e zecche

Agamben e Derrida sull’animale


ISBN 9788831392150
Pagine 100
Filosofia, 15
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risvolto

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA - Il confronto fra Giorgio Agamben e Jacques Derrida sull’“animale” ha influenzato il vocabolario filosofico degli ultimi venti anni, aprendo ambiti di ricerca nuovi nella teoria e nella prassi. Sullo sfondo dell’intera opera dei due pensatori, "L’aperto. L’uomo e l’animale" di Agamben e "L’animale che dunque sono" di Derrida appaiono tutt’altro che eventi episodici. Al contrario ne mettono in risalto i tratti più caratteristici, esemplificati da due figure molto emblematiche: la zecca (capace, per Agamben, di restare per anni in uno stato di pura potenza) e la gatta (il cui sguardo, per Derrida, fa vacillare tutta la presunzione del soggetto umano). Biopolitica e zoopolitica implicano entrambe un’interrogazione sulla vita naturale? "Gatti e zecche" di Kevin Attell risponde a questa e ad altre domande assumendo una prospettiva agambeniana capace di chiarirne alcuni aspetti problematici e di rispondere ai tanti interventi di stampo derridiano che negli ultimi anni hanno costellato l’acceso dibattito sull’animalità.
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