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Dottrina e metodo dell'Advaita Vedānta


ISBN 978-88-97339-59-5
Pagine 224
Filosofia, 8
Quaderni di Indoasiatica

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risvolto

L’Advaita Vedānta rappresenta la dottrina metafisica più elevata della tradizione hindū (Sanātana Dharma), elaborata dall’Ādi Śaṃkarācārya, e tramandata attraverso una ben nota catena ininterrotta di maestri che risiedono da più d’un millennio nei quattro Maṭha di Shringeri, Dvarika, Joshimath e Puri. Ādi Śaṃkarācārya fondò per prima la scuola di Shringeri, che ancor oggi è una delle roccaforti della purezza di questa dottrina. È a questo Maṭha di Shringeri che si ricollega Śri Śri Satcidānandendra Sarasvatī Svāmīji Mahāraja, il paramhaṃsa saṃnyāsin autore dei due brevi trattati pubblicati in questo libro. La sua fu un’opera di difesa dell’autentica dottrina di Śaṃkarācārya, contro tutte quelle distorsioni che si sono prodotte nel corso dei secoli, fino all’ultima, la più aberrante, rappresentata dal cosiddetto Neo-Vedānta. Brandendo la spada affilata della conoscenza, Svāmī Satcidānandendra tagliò i nodi dell’ignoranza che intricavano e rendevano confusa la dottrina Advaita, appoggiando il suo pensiero, con mirabile competenza, all’opera di Śaṃkara, alla riflessione su quei testi e all’intuizione che ne era derivata. Ma i libri di questo Autore non si limitano a questo: egli espone la dottrina non come una semplice speculazione filosofica, come s’usa fare in Occidente, ma come una indagine interiore che conduce all’ottenimento dell’esperienza dell’identità tra il Sé e il Principio Supremo, il Brahman. E la parte più rilevante dei testi qui pubblicati è rappresentata dalla spiegazione del metodo vedāntico, spiegazione che per la prima volta è presentata al lettore occidentale. I testi sono preceduti da una prefazione firmata da Śri Śri Prakaśānandendra Sarasvatī Svāmīji, paramhaṃsa saṃnyāsin della medesima scuola, e da una introduzione e dalle glosse di Gian Giuseppe Filippi.

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